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venerdì 14 gennaio 2011

Scelli condannato.

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Dal sito ABRUZZO WEB del 12.01.2011

Il parlamentare del Popolo della libertà Maurizio Scelli, originario di Sulmona (L'Aquila) e già Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana, è stato condannato dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti del Lazio a rifondere complessivamente 3 milioni di euro, in relazione alle irregolarità connesse all'acquisizione di servizi e forniture informatiche quanto era al vertice della CRI..
Per lo stesso motivo sono stati condannati Aldo Smolizza e Virgilio Pandolfi, responsabili rispettivamente nello stesso ente dei dipartimenti Risorse umane e Amministrazione e patrimonio.
I fatti risalgono al 2004, quando su benestare dei capi dipartimento Scelli diede il via libera alla stesura di due contratti con altrettante società informatiche per la realizzazione di servizi per la comunicazione digitale.
Analogo procedimento con l'accusa di abuso d'ufficio in concorso fu avviato al Tribunale penale di Roma, poi risolto con un'archiviazione nel 2007 perché il fatto non costituisce reato in quanto erano ritenuti preminenti gli interessi della Croce Rossa e quindi accusa carente sotto il profilo del dolo intenzionale.
"In appello - commenta Scelli all'Agi - mi auguro che i magistrati facciano piena chiarezza sulla vicenda. In due anni siamo partiti con processi che mi vedevano accusato di aver distratto 34 miloni di euro con tanto di assoluzioni e siamo finiti a 900 mila euro".
"Non vorrei cominciare a pensare - ha concluso - a una sorta di accanimento semplicemente perché sto con Silvio Berlusconi".
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