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martedì 8 marzo 2011

Libia: si profila l'intervento CRI in Tunisia.

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Mentre dal profilo FB del Commissario Straordinario apprendiamo che è stato firmato il protocollo di intesa con la Mezzaluna Rossa Tunisina circa un possibile (a questo punto probabile) intervento della CRI in Tunisia (vedi qui) due squadre mediche del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) hanno raggiunto degli ospedali a Bengasi e Ajdabia, nell'est della Libia. 
Le due squadre, composte da medici e infermieri, si trovano nell'ospedale al Jalaa a Bengasi, dove sono ricoverati la maggior parte dei feriti nei combattimenti contro le forze del colonnello Gheddafi, e nell'ospedale centrale di Ajdabia.
 "Anche se gli ospedali di Bengasi e delle città vicine hanno gestito bene l'afflusso di feriti, noi aiutiamo a ricostituire gli stock d'urgenza", spiega Simon Brooks, rappresentante del Comitato a Bengasi. "In collaborazione con la Mezzaluna rossa libica - aggiunge Brooks - abbiamo inviato anche del materiale medico per curare 100 feriti nell'ovest del Paese". 
 Il Presidente del CICR, Jacob Kellenberger, in un intervista a "SonntagsZeitung", il domenicale di Zurigo, ha dichiarato che il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha aumentato il suo budget per gli aiuti in Libia. Kellenberger ha inoltre spiegato che già per i soli due prossimi mesi l'organizzazione umanitaria con sede a Ginevra avrà bisogno di 24 milioni di franchi supplementari.  
Attualmente ci sono 16 operatori stranieri del CICR a Bengasi, che è la sola regione raggiungibile. Per questo fine settimana era previsto inoltre l' arrivo di altri 20 operatori e altri ancora sono stati mobilitati per l' emergenza in Libia, ha detto Kellenberger nell'intervista.
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