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giovedì 27 gennaio 2011

Una nota da leggere ...

Si riceve e si pubblica, debitamente tradotta, una lettera che un'orfana di Bratunac ha scritto alla sua totur, in occasione della distribuzione degli aiuti che anche questo anno la CRI di Sant'Angelo in Vado ha effettuato:

"Cara,
Ancora una volta ti scrivo, chissà quante lettere ti ho scritto finora.
Quando ho preso la carta e la penna mi sono venuti i brividi, e dentro di me ho ringraziato il buon Dio perché esistono persone buone come lei.
Mi ricordo ancora come fosse ieri la prima volta che è venuta a trovarci, guardavo con attenzione tutti i regali che mi aveva portato perché, a essere sincera, poche volte nella mia vita ho ricevuto qualche regalo che non fosse da parte di mia madre.
Allora mi rallegravo per ogni suo regalo e li custodivo come fossero un tesoro. Anche oggi che sono cresciuta mi emoziono ogni volta che sento che state per venirci a trovare.
In quei momenti so che esiste qualcuno che pensa proprio a me, anche se ci sono tanti altri ragazzi bisognosi d'aiuto.
Nella mia vita non è cambiato niente di significativo dall'anno scorso. Faccio il secondo anno dell'ingegneria meccanica e sono ancora piena di speranza e voglia di farcela. So che il mio paese è in grande crisi ma so anche che siamo noi giovani che dobbiamo lottare per un futuro migliore. Anche se la Bosnia è piccola e la gran parte dei miei coetanei vuole andare via, io la amo e voglio restare qui anche se non posso certo dire che mi abbia regalato niente di bello.
Per colpa di persone stupide e della guerra ho perso mio padre.
Anche se mia madre ha sempre fatto di tutto per potermi garantire una vita migliore, senza farmi mancare niente, solo i bambini e i ragazzi che hanno vissuto la mia stessa situazione possono capire cosa si prova a crescere senza un padre.
So che nel mondo ci sono bambini che vivono una vita ben più difficile della mia e perciò non voglio lamentarmi ora; grazie a Dio sono sana, non ho problemi di salute e quando si è sani, giovani e si ha voglia di lottare, tutto si può cambiare in meglio.
Crescendo, capisco sempre più quanto il mondo intorno a me sia crudele, a volte perdo la speranza nelle persone e mi convinco che non esistono più persone buone che si interessano di quelli più bisognosi. Lei invece ogni anno mi fa tornare la fede nelle persone, e mi fa capire che quel calore umano per il prossimo esiste ancora.
Non dimenticherò mai nemmeno la volta che ci avete fatto venire nella vostra bella Italia, per me è stata la prima volta che sono stata all'estero. Spero tuttavia che non sarà anche l'ultima.
Si dice che i bambini sono felici quando nati in una famiglia ricca e quando non hanno bisogno di niente e nessuno - io però non penso che sia questa la felicità.
La felicità è quando nasci e cresci in una famiglia che ti vuole bene e ti ama. L'amore e l'attenzione che mi offre mia madre non si possono comprare.
Io sarò felice se realizzerò qualcosa nella vita un giorno e se potrò dire ai miei figli che dal nulla ho costruito un qualcosa - questa per me è la felicità.
Purtroppo la gente quando riesce a costruire qualcosa si dimentica di altri e si occupa solo di se stessa e basta.
Se mai mi troverò in una situazione così, lei sarà la mia guida: penserò a lei e mi ricorderò di quanto ha aiutato me e altri bambini e quanto abbia contribuito a renderci felici.
Un bambino che vive in condizioni precarie è facile rendere felice perché ogni piccolo segno di attenzione è tantissimo per lui che non ha niente o molto poco. E' per questo che io e tanti altri bambini, oramai quasi "adulti" non la dimenticheremo mai.
Se un domani non sarò nelle condizioni di aiutare qualcuno economicamente, farò di tutto per offrire almeno un aiuto morale o di qualsiasi altro tipo perché so quanto significa quando qualcuno ti offre una mano e ti fa sentire che non sei solo.
Da bambina non capivo perché una donna come lei aiutasse una bambina che nemmeno conosce.
Ora capisco che lei è una donna speciale come ce ne sono poche e per la quale la felicità altrui conta tanto.
La ringrazio ancora di tutto, che Dio la protegga.
La ringrazio perché anche quest'anno non mi ha dimenticato, la ringrazio anche a nome di tutti gli altri bambini a cui pensa e che aiuta.

Sanja
 .

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