"Cara,
Ancora una volta ti scrivo, chissà quante lettere ti ho scritto finora.
Quando ho preso la carta e la penna mi sono venuti i brividi, e dentro di me ho ringraziato il buon Dio perché esistono persone buone come lei.
Mi ricordo ancora come fosse ieri la prima volta che è venuta a trovarci, guardavo con attenzione tutti i regali che mi aveva portato perché, a essere sincera, poche volte nella mia vita ho ricevuto qualche regalo che non fosse da parte di mia madre.
Allora mi rallegravo per ogni suo regalo e li custodivo come fossero un tesoro. Anche oggi che sono cresciuta mi emoziono ogni volta che sento che state per venirci a trovare.
In quei momenti so che esiste qualcuno che pensa proprio a me, anche se ci sono tanti altri ragazzi bisognosi d'aiuto.
Nella mia vita non è cambiato niente di significativo dall'anno scorso. Faccio il secondo anno dell'ingegneria meccanica e sono ancora piena di speranza e voglia di farcela. So che il mio paese è in grande crisi ma so anche che siamo noi giovani che dobbiamo lottare per un futuro migliore. Anche se la Bosnia è piccola e la gran parte dei miei coetanei vuole andare via, io la amo e voglio restare qui anche se non posso certo dire che mi abbia regalato niente di bello.
Per colpa di persone stupide e della guerra ho perso mio padre.
Anche se mia madre ha sempre fatto di tutto per potermi garantire una vita migliore, senza farmi mancare niente, solo i bambini e i ragazzi che hanno vissuto la mia stessa situazione possono capire cosa si prova a crescere senza un padre.
So che nel mondo ci sono bambini che vivono una vita ben più difficile della mia e perciò non voglio lamentarmi ora; grazie a Dio sono sana, non ho problemi di salute e quando si è sani, giovani e si ha voglia di lottare, tutto si può cambiare in meglio.
Crescendo, capisco sempre più quanto il mondo intorno a me sia crudele, a volte perdo la speranza nelle persone e mi convinco che non esistono più persone buone che si interessano di quelli più bisognosi. Lei invece ogni anno mi fa tornare la fede nelle persone, e mi fa capire che quel calore umano per il prossimo esiste ancora.
Non dimenticherò mai nemmeno la volta che ci avete fatto venire nella vostra bella Italia, per me è stata la prima volta che sono stata all'estero. Spero tuttavia che non sarà anche l'ultima.
Si dice che i bambini sono felici quando nati in una famiglia ricca e quando non hanno bisogno di niente e nessuno - io però non penso che sia questa la felicità.
La felicità è quando nasci e cresci in una famiglia che ti vuole bene e ti ama. L'amore e l'attenzione che mi offre mia madre non si possono comprare.
Io sarò felice se realizzerò qualcosa nella vita un giorno e se potrò dire ai miei figli che dal nulla ho costruito un qualcosa - questa per me è la felicità.
Purtroppo la gente quando riesce a costruire qualcosa si dimentica di altri e si occupa solo di se stessa e basta.
Se mai mi troverò in una situazione così, lei sarà la mia guida: penserò a lei e mi ricorderò di quanto ha aiutato me e altri bambini e quanto abbia contribuito a renderci felici.
Un bambino che vive in condizioni precarie è facile rendere felice perché ogni piccolo segno di attenzione è tantissimo per lui che non ha niente o molto poco. E' per questo che io e tanti altri bambini, oramai quasi "adulti" non la dimenticheremo mai.
Se un domani non sarò nelle condizioni di aiutare qualcuno economicamente, farò di tutto per offrire almeno un aiuto morale o di qualsiasi altro tipo perché so quanto significa quando qualcuno ti offre una mano e ti fa sentire che non sei solo.
Da bambina non capivo perché una donna come lei aiutasse una bambina che nemmeno conosce.
Ora capisco che lei è una donna speciale come ce ne sono poche e per la quale la felicità altrui conta tanto.
La ringrazio ancora di tutto, che Dio la protegga.
La ringrazio perché anche quest'anno non mi ha dimenticato, la ringrazio anche a nome di tutti gli altri bambini a cui pensa e che aiuta.
Sanja
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